Ristorante a Roma, San Marino mette in tavola la danese a costi ok

 

 

 

Ristorante a Roma, se la specialità tipica che attrae sempre molto è la pizza. oggi vi segnaliamo il San Marino, un posto dove a far da padrona è la carne danese. Il tutto con costi accessibili eccome. Bevande escluse, alla fine di un pasto potreste anche pagare solo 15 euro. Comunque, andiamo con ordine. Il locale è a Corso Trieste, ci siamo stati e si mangia proprio bene.

Il luogo ha subìto un restyling non indifferente. E’ cambiata proprio la fisionomia e Monica, Debora e Marco, che assieme gestiscono l’esercizio, hanno deciso di puntare sul marmo scuro e del rosso. Comunque, a proposito di rosso, veniamo alla carne.  Si tratta dle neonato reparto di bisteccheria, dove, appunto, è arrivata l’omonima qualità di carne. Assaggiatela e poi, alla fine, fateci sapere.

Pizzeria Roma, per i peccati di gola c’è la Sagrestia

 

 

Pizzeria Roma, è proprio vero che quando uno commette peccato debba espiare le colpe. Meglio se, in questo caso, appena si compie l’atto, ciò avvenga in Sagrestia. Si tratta di uno splendido palazzetto  del Quattrocento e che si trova al Pantheon, proprio al centro storico di Roma. Una chicca. Un locale molto famoso in città e che può fare da suggetsiva cornice al vostro shopping o dopo una semplice passeggiata all’interno di una location che ce la invidiano pure su Marte.

Dentro alla pizzeria a Roma abbiamo soffitti decorati e tante belle presenze. la famiglia D’annunzio-Di Filippo che gestisce da quasi settant’anni questa attività, infatti, ha davvero messu su un qualcosa che definirlo solo luogo dove si fa la pizza appare proprio riduttivo. Si affollano molti personaggi della Roma intellettuale e del panorama politico nostrano. Ma anche molta gente di spettacolo. Oreste D’Annunzio ci mette del suo e comunque, al di là dei modi che comunque giustificano sempre fino a un certo punto la ‘cifra’ del locale, è la materia prima a far dannare al tavolo gli interlocutori di tutti i giorni. Giusto che sia così. Deve valere per tutti.

Pizzeria a Roma, ricette antiche alla Bontà del pane

 

 

 

Pizzeria a Roma, ancora sulla metropolitana, linea A, per scendere alla femata Cipro (dopo Ottaviano) ed andare alla Bontà del Pane, appunto in Via Cipro 8C. Qui avrete davvero di che gustare. Sapete dove sta? A ridosso di Piazzale degli Eroi. Sì, quella piazzona con la fontana zampillante al centro dopo Viale Andrea Doria e con l’oftalmico a lato. La metro lì l’hanno aperta da una decina d’anni ed il quartiere è proprio carino.

Comunque, al di là della toponomastica, il forno dai mille profumi e dagli aromi che ammaliano propone un assortimento davvero di qualità. Si va dal pane tradizionale  (rosetta, casareccio, ossi, azzimo e con farine adatte anche ai celiaci) fino alla biscotteria secca. Ciambelline, crostate e biscotti di vaira foggia e sapori. Ma anche tozzetti e pasticcini da tè. Forni Roma: qui al quartiere Trionfale non si scherza mica e c’è sempre gente. Ma l avera star è la pizza: al taglio fantasia è una bellezza. Qui la potete assaporare al tartufo, ai funghi porcini, ripiena con le verdure o lo speck. Oltre, ovvio, alla bianca tradizionale.

Pizzeria a Roma, la fiaba a lieto fine del Folletto Maligno

Pizzeria a Roma, arriva il Folletto Maligno al Tuscolano e vale proprio la pena andarci. Qui si possono apprezzare le tonde alla napoletana, alte e soffici. Una goduria autentica. Fiabe e storie raccontate per mezzo della storica pizza servita come una volta: il locale di Armando Letizi ogni giorno, tranne che il lunedì, apre le porte a chi se ne intende. E c’è gente: altroché. Se la pizza è buona…

Capolavori da gustare nella luce intima, a clima soffuso. Senza caos o radio sparate a cannone come ‘delizioso’ sottofondo. Come a dire: anche la pizza, non solo gli altri piatti della nosra gastronomia prima al mondo, vanno celebrati con la giusta atmosfera. Insomma: è vero che si tratta di un prodotto generalista, internazionale e nazional popolare, ma è altrettanto vero che il concetto di qualità lo si può (anzi: lo si deve!) raggiungere anche attraverso un insieme di elementi. Non ultimo, appunto, quello dell’accoglienza e dell’intimità.