Ristoranti Roma, il Cadorna e Claudio puntano sul casareccio

Ristoranti Roma, quest’oggi vi proponiamo due belle trattorie, l’una in centro e l’altra un po’ fuori, ma competitive: Cadorna a Porta Pia (Roma centro) e Da Claudio a La Storta. Vantaggiose, dalla buona cucina, soprattutto per quel che attiene la pasta e la carne scottata alla brace, con in più quel tocco di casareccio che ingentilisce ed abbatte i molti formalismi quotidiani tipici di chi conduce vite in città.

Premesso questo, la trattoria Cadorna è gestita da Marco Tudini, il quale, figlio di addetti alla ristorazione (un tempo da noi chiamati in maniera più comune e meno formale “osti”) ha riposto nel cassetto la lauera da Ingegnere ed ha fatto convergere i propri interessi nel prolungare quelli di famiglia. D’altronde i piatti di papà Giovanni e mamma Gabriella avevano già, da tempo, lasciato il segno. Logico, allora, perlomeno tentare di dar seguito alla strada tracciata prima. Ecco che quindi sono arrivate le pappardelle della casa (un qualcosa di vasto, grazie a uova, piselli, finghi e parmigiano). Poi via con la carbonara, la gricia, rigatoni al sugo, coda alla vaccinara più fagioli prosciutto e cotiche. Una “cosa leggerissima”, commenterebbe il caro Fantozzi a pranzo con la signorina Silvani. Però, il risultato c’è. Occhio alla coratella d’abbacchio, imperdibile. I prezzi per mangiare a Roma? Venticinque euro vini esclusi.

Ristorante a Roma, dal Caminetto ai Parioli la brace per mangiare bene

 

 

 

How To Get A Ex Back That Hates You y;”>Ristorante a Roma, non fa ancora freddo ma a Parioli scaldarsi al Caminetto significa una cosa ben precisa: assaggiare la vera cucina romana in un posto ricco di storia. Ma anche di eleganza ed al tempo stesso di un buon tasso di convivialità. Che non è si misuri con un particolare strumento, bensì soltanto entrandoci, ordinando e respirando l’aria attorno. Saggiando, insomma, l’atmosfera.

Corre l’anno 1956 quando Italo Santucci sta per chiamare ‘Al Platano’ un insieme di tre locali sfitti al civico 89 da gestire assieme alla moglie Anna Maria Ciampini. Questo perché Parioli si sviluppava prevedendo anche  rigogliose piante lungo il Viale. Fu proprio questa passeggiata bella bella che smosse non pochi a cuiriosare da queste parti. la signora Ciampini già proviene dai Tre Scalini e ne sa abbastanza. A tal punto che unendo le forze, i due nel giro di un anno portano i tavoli da 50 a 200. “Un botto” a Roma che non sfugge ai più.

Ristorante Roma, a Valle Aurelia è arrivato il Buongustaio

 

 

 

 

Ristorante Roma, arriva il Buongustaio a Valle Aurelia ed anche questa storica borgata ad un passo da Roma centro, alla fine, ha il suo angolo ‘mangereccio’. Ad onor del vero c’era già prima, tuttavia è sotto la nuova gestione, quella della famiglia Rossi, che sta conoscendo davvero una nuova vita.

Filetto al pepe verde, pesce sempre fresco e di qualità, ma anche pizzeria: un menu ricco ed i cui esecutori non temono di poter offrire sempre e comunque ai loro clienti. Prima, o pizza o poco altro: ora, invece, si cambia e si cerca di soddisfare le esigenze anche più disparate. Gabriele Rossi è giovane ma intraprendente: appena insediatosi ha subito cercato di calamitare l’attenzione di ventenni ed oltre verso il suo Buongustaio. D’altronde Valle Aurelia è così: spazi verdi e bar aabbastanza, ristoranti zero o quasi. Fatto insolito in una zona che incrocia la popolosa Via Baldo Degli Ubaldi e che di fronte ha anche la Biblioteca Comunale. Polmone verde, cultura e mangiare: questo, da adesso in poi, si offre a chi sta in zona, ma anche chi risiede in zone limitrofe. Pizzerie Roma: provate la bufala, non ve pentirete.

Metro Roma: del resto, da un punto di vista infrastrutturale questa zona è baciata o quasi dal Signore: due fermate di linee metropolitane quali Valle Aurelia e Baldo Degli Ubaldi; una stazione di scambio di treno con intrersecamento che va da Viterbo e Cesano fino ad Ostiense passando per San Pietro. Quindi una marea di linee (anche il n1 notturno) che servono l’intera zona giorno e sera.

Ristorante a Roma, San Marino mette in tavola la danese a costi ok

 

 

 

Ristorante a Roma, se la specialità tipica che attrae sempre molto è la pizza. oggi vi segnaliamo il San Marino, un posto dove a far da padrona è la carne danese. Il tutto con costi accessibili eccome. Bevande escluse, alla fine di un pasto potreste anche pagare solo 15 euro. Comunque, andiamo con ordine. Il locale è a Corso Trieste, ci siamo stati e si mangia proprio bene.

Il luogo ha subìto un restyling non indifferente. E’ cambiata proprio la fisionomia e Monica, Debora e Marco, che assieme gestiscono l’esercizio, hanno deciso di puntare sul marmo scuro e del rosso. Comunque, a proposito di rosso, veniamo alla carne.  Si tratta dle neonato reparto di bisteccheria, dove, appunto, è arrivata l’omonima qualità di carne. Assaggiatela e poi, alla fine, fateci sapere.

Ristoranti a Roma, in tavola alla scoperta dell’Africa

 

 

 

Ristoranti a Roma, sarà il caldo sahariano di questi giorni, ma noi, oggi, vi consigliamo di fare un scappata al ristorante Africa. Indovinate un po’ dal nome di che si tratta? Bravi, è un attimo. Così come pure arrivarci, visto che si trova a Casto Pretorio, per la precisione in Via Gaeta.  Che bello una volta che siete entrati: varcata la soglia, vi dimenticherete subito che il cibo, in Europa e nel mondo in genereale, si mangia con forchette e coltello o con le bacchette se siete in Oriente.

Qui, infatti, in ossequio alla più conosciuta tradizione africana, il cibo si mangia con le mani. Non fate i soliti: se deciderete di dedicarvi a mangiare africano, calatevi nella parte e non chiedete posate. Mangerete l’ingera, che è la tipica focaccia appartenente alla tipica tradizione culinaria etiope ed eritrea, nonché tanta tanta carne.

Ristoranti Roma, da Alfonso il tè arabo dopo la zuppa

Ristoranti Roma, la forza di Alfonso al quartiere Salario è il prezzo fisso. Non potete sbagliarvi. Nel dettaglio, poi, tutta, in rassegna, la cucina mediorientale dello chef Ramy. Di questi tempi, dove il rapporto qualità e prezzo risulta un binomio sempre più difficile dall’ottenersi, fare un salto qui in via Brescia può rivelarsi una buona idea. Attenzione che è chiuso il sabato e la domenica a pranzo.

Accennato questo, passiamo a vedere più da vicino di che si tratta. Dalla cucina escono cous cous (considerata una autentica specialità del locale in questione) realizzato a base di carne, pesce oppure di verdure. Poi, a seguire, le zuppe. Qui, per i veri amanti del settore, ne abbiamo di molti tipi. Tutti prelibati e ben confezionati. Qualche esempio?quella di brodo vegetale e ceci è ottima. Poi, però, siccome siamo pur sempre a Roma, vi cosigliamo gli eterni fagioli spinaci e vitellone. Che vanno a ruba.

Ristoranti a Roma, a Piazza di Spagna tutti i prodotti del Lazio

Ristoranti a Roma ma anche enoteche regionali, come nel caso di Palatium in via Frattina. Proprio ad un passo da Piazza di Spagna, sorge il sito dove poter mangiare e bere in slang romano-laziale. Che significa? Provate ad entrare e capirete. Qui si mangia a e si beve con tutto quello che proviene, a regime quotidiano, sempre e comunque dalle nostre terre. Dalla nostra regione.

Non made in Italy, made in Rome e provincia. Mica poco. A questo si aggiunga il ritorno dello chef Severino Gaiezza (nome nomen) ed  il gioco è fatto. Tutte le prelibatezze della nostra tavola vengono servite alla grande. L’enoteca a Roma è incassata tra una boutique ed una sartoria chic, ma poco importa. Non è che in questi posti lo si debba urlare ai quattro venti che c’è un qualcosa di tipico dal punto di vista enogastronomico. Anzi, magari più nascosto è e meglio è. La ricercatezza ha i suoi lati misteriosi, con il cliente che si veste da speleologo ‘urbano’ andando a caccia di posti sconosciuti. O di siti rintracciabili solo per mezzo delle guide o perché ci si finisce lì senza volerlo.

Ristoranti Roma, il Brillo Parlante che vi sussurra servendovi tonnareli al basilico

Ristoranti Roma, non perdetevi i tonnarelli basiliko targati Brillo Parlante. In Via della Fontanella 12 ne avrete di cosucce da mangiare, statene certi. Allegro e spigliato già dal nome, il ristorante di Roma con wine bar e figlio dell’hotel Valadier, vi accoglierà con degustazioni di formaggi e salumi pregiati.

Dite la verità: già basterebbe questo a saziarvi per almeno una qudincina di minuti. Invece no: poi subito sotto con i sapori mediterranei oppure con le pizze tutte rigorosamente cotte con forno a legna. Ci mancherebbe pure! Quindi, mezze maniche con melanzane, pomodoro fresco e scaglie di ricotta marzotica semistagionata. Poi, come annunciato in apertura, qui il mangiare a Roma non può tener conto degli imperdibili tonnarelli! Pesto di basilico, pinoli, mandorle e parmigiano. Ok, dai: magari in estate vi invitiamo a ripiagere su qualcosa di un po’ più light, di cui si dispone in abbondanza. Ma prendete nota, che ai primi freddi…zac! Sarete lì a rimpinzarvi. In alternativa, filetto di bue danese o talgiata di manzo conm pomodorini pachino e rucola all’aceto balsamico. Bene, molto bene anche i dessert. Pregevoli, invitanti, come la millefoglie con crema chantilly alle arance oppure il cheesecake con crema di Cassis. Ah, il Brillo Parlante non chiude mai, non va mai in ferie e tira fino all’una di notte.   Molto trendy e ricco di novità che variano di giorno in giorno. Nel centro storico di Roma, calamita ogni giorno un sacco di giovani ed è molto, molto quotato. Approfittatene e diteci come sono questi tonnarelli al basilico. Una botta tremenda? Raccontatecelo.  Chiaro, raccontateci pure se sono ottimi.

Ristoranti a Roma, al 925 sulla Nomentana c’è il guardiano del farro

Ristoranti a Roma, avete due possibilità: terraferma oppure mare aperto. Dipende da come vi sentite, certo. Bene: allora in ogni caso vi consigliamo di sedervi al tavolo del 925 Restaurant a Montesacro. Non chiude e non sono previsti perido di ferie. Fino alle 23,30 tutti i giorni potete scegliere tra un sacco di prelibatezze: a partire dall aparmigianina di melanzane oppure il millefoglie di polpo verace, fino ad arrivare al farro ai frutti di mare. Certo, nell’elenco dei primi, poi, possiamo trovare i paccheri di Gragnano con gorgonzola, noci o pere. Oppure con mazzancolle e melanzane. Vi preghiamo di prestare molta attenzione a questo genere di accostamenti poiché non sono così comuni proprio a Roma.

Si azzarda e non poco. Si gioca sulla commistione di numerosi sapori che, mescolati tra loro con sapienza e sobrietà, coinvolgono lo spettatore degustatore solo alla fine considerato cliente. Questo è, in sintesi, l’approccio verso gli avventori della storica via Nomentana. In inverno si consigliano specialità di patate, gratinate. Ma, essendo adesso la stagione calda, che tanto strizza l’occhio al mare, non possiamo non farvi prendere in considerazione quella che qui considerano l’autentica punta di diamante: ovvero la spigola al sale.Una chicca che indicano varie guida e noi, da par nostro, ci allineiamo fiduciosi.

Ristoranti Roma, a Piazza Cavour la fortuna corre su 23 Cavallini

Ristoranti Roma, se è vero che il 23, dalle nostre parti, pure se pronunciato alla romana significa comunque sempre fortuna, ai 23 Cavallini in Prati di sorte ce ne dev’essere molta. Il nome, intendiamoci, coincide ocn l’indirizzo e dietro la storica Piazza Cavour questi quadrupedi sono diventati ormai l’elemento portante. Non è un mistero che da un’idea possa nascere perfino l’attività principale.

Peraltro ci si è studiato sopra e non si è lasciato troppo al caso. I fratelli Geraldini ci hanno messo del loro ed ahanno tirato fuori una cosetta proprio carina. Certo, si sono avvalsi degli architetti Martino Fraschetti e Vincenzo Tattolo, però un pizzico di originalità nel loro contributo nessuno gliela toglie. Per la gioia di chi cerca sempre l’insegna “sennò come lo trovo!”.. non c’è alcuna indicazione che riporti lì. Tuttavia, per chi non vuole essere di continuo assillato mentre mangia (“come va? Tutto bene?”, prounciato ad intervalli di quattro minuti) viinformiamo che la direzione, in questo, prevede quasi anonimato. Ma senza abbandonarvi. Il menu? Il piatto trendy sono le costine di maiale brasate. Provatele e fateci sapere. Il brasato qui è di casa. Le stese fiammelle, flebili, disposte ad arte su ogni tavolo, lasciano intenderlo. Lo chef americano Michael Rosenfeld, poi, porta a Roma quel pizzico di essere internazionali che qui da noi, non è che a volte stoni, proponendo da subito i mini Sloppy Joe.

Serate a Roma, Tramonti e Muffati per pochi intimi

Serate a Roma, mettete una cena all’Appio Tuscolano da Tramonti e Muffati in via Santa Maria Ausiliatrice. Vi informiamo subito subito che dovete per forza prenotare per tempo, visto e considerato che qui di gente ne passa tanta e la fila, almeno quando si tratta di mangiare a Roma, per noi sarebbe da evitare.  Che già si viaggia come treni durante la settimana, figurarsi la sera quando impera la fame.

Dunque, il wine bar è di rango e siccome ci sono pochi tavoli, in modo da stare non certo affogati l’uno gomito a gomito con l’altro, non si accolgono gruppi sopra le cinque persone. Quindi siamo certi che vi state subito facendo l’idea. I fratelli Laura e Marco Berardi non hanno voluto cambiare molto, in quetsi anni. Formula che vince si lascia così: terrina di caci’ e ovo, un piatto tipico abruzzese. Poi testaroli della Lunigiana al pesto ligure – qui indicata come eterna specialità della casa – con a fianco i crostoni “come si condiscono a Colonnata”. Il paese famoso per il lardo. Infatti, questo, nella fattispecie, è abbinato a pomodorini, alici rosmarino, ma anche con ricotta di pecora tipica  della campagna romana. Le olive taggiasche completano il già esaustivo quadro. Se poi amate i peperoni, un tantino, ehm, soggettivi, allora vi consigliamo di chiederli ‘alla Salina’, con pangrattato, capperi ed aceto dal mosto cotto.

Le Casette di campagna, un ristorante-parco per Pasqua a Roma

 Come dice il proverbio Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.  Quest’anno la Pasqua cade il 4 aprile e oggi volevo consigliarvi un ristorante a Roma dove poter fare il pranzo del giorno di Pasqua o Pasquetta, di solito in queste giornate è piacevole riunirsi e godersi i primi caldi raggi di sole primaverile, per questo ho pensato di suggerirvi un ristorante dove potrete andare anche con i bambini perché ci sono spazi all’aperto, prati e animazione.