Ristoranti Roma, da Alfonso il tè arabo dopo la zuppa

Ristoranti Roma, la forza di Alfonso al quartiere Salario è il prezzo fisso. Non potete sbagliarvi. Nel dettaglio, poi, tutta, in rassegna, la cucina mediorientale dello chef Ramy. Di questi tempi, dove il rapporto qualità e prezzo risulta un binomio sempre più difficile dall’ottenersi, fare un salto qui in via Brescia può rivelarsi una buona idea. Attenzione che è chiuso il sabato e la domenica a pranzo.

Accennato questo, passiamo a vedere più da vicino di che si tratta. Dalla cucina escono cous cous (considerata una autentica specialità del locale in questione) realizzato a base di carne, pesce oppure di verdure. Poi, a seguire, le zuppe. Qui, per i veri amanti del settore, ne abbiamo di molti tipi. Tutti prelibati e ben confezionati. Qualche esempio?quella di brodo vegetale e ceci è ottima. Poi, però, siccome siamo pur sempre a Roma, vi cosigliamo gli eterni fagioli spinaci e vitellone. Che vanno a ruba.

Trattorie a Roma, il bucatino di Tor Cervara fa gola anche ai vips

Trattorie a Roma, ve lo immaginate com’è il bucatino in periferia? Cattivo (penserete, voi ‘snobbini’). Eh no: è qui che sbagliate, perché basta andare da peppe a Tor Cervara, a San Basilio, per ricredersi. “Senza andare ai monti al mare qui da Peppe ti puoi fermare”. Questo ed altri proverbi si inscenano in un ristorante a Roma forse non troppo famoso ma comunque ricercato.

“C’è un buon vino e una frescura e poi non becchi la fregatura”. Insomma: mettetevi comodi con le gambe sotto il tavolino, prendere il tovagliolo e paratevi il bavero della vostra camicia. Si parte! Il bucatino sta qui. Cucinato, preaparato e servito dall afamiglia Di Battista che vi darà il benvenuto. Voi, voi: quelli con la puzzetta sotto il naso, di fronte a questo ben di Dio potreste perfino perdere i sensi. Appena entrati, d’altronde, sarete deliziati dall’odore delle cucine e dalla scritta sui muri del locale. Qui sono oltre sessant’anni che la gestione familiare non conosce soste e tiene a battesimo generazioni di assaggiatori provenienti da ogni parte di Roma.

Mangiare a Roma, a Piazza del Popolo il Bolognese che parla il nostro dialetto

Mangiare a Roma, alla fine non dite che non consocete il Bolognese in Piazza del Popolo perché sareste assai poco credibili. Ma dai! Quello dei vip, quello che quando andate verso Via del Corso da Via Cola di Rienzo, dopo il ponte, vi girate appena passate la curva del muro che cinge la splendida piazza. Proprio di fronte alla storica Chiesa degli Artisti, il ristovip famoso in città vi attende per una visita.

Non solo stranieri, ma anche molti romani, infatti, transitano da questeparti. Un salotto all’aria aperta, soprattutto per l’estate a Roma. Davvero  suggestivo, ovvio, lo scorcio offerto da queste parti. Vista su Piazza del Popolo, passaggio verso Piazza Augusto Imperatore, Via del Babuino e Via del Corso. Tutta Roma ai vostri piedi. Un viavai di parazzi e fotografi d’ogni genere e testata che si alternano attorno ai tavoli all’aperto. In un attimo vi sembrerà di essere proiettati all’indietro nel tempo, quando impazzava la Dolce Vita che da Via Veneto si espandeva fin qui. Il locale è sempre di proprietà di Alfredo Tomaselli ed in sala trovate lo storico direttore Antonello Del Rio. In canina di regìa lo chef Eziano Regina che fa arrivare ai vostri tavoli salumi pregiati, carpaccio di manzo, pane burro ed alici di primissima qualità e carpaccio di salmone fresco. Anche se, vale la pena sottolineare come da queste parti il piatto prediletto, quello davvero imperdibile, sia rappresentato dalla storica tagliatella al ragù bolognese.

Mangiare a Roma, il Mastino ringhia al pesce di Fregene e poi ve lo serve in tavola

Mangiare a Roma, correva l’anno 1963 quando il signor Ignazio, a Fregene, tirò su una locanda basata in modo esclusivo sui sapori mediterranei. Il pesce, nel dettaglio, da queste parti è un dovere. Stiamo menzionando uno dei ristoranti a Roma, o meglio, vicino Roma, più noti. Ma non solo di nome, bensì anche di fatto: il Mastino, via Silvi Marina. Appunto, in quella cittadina sul mare fatta di storia, di Dolce Vita marittima e di una montagna di ricordi per intere generazioni di romani che è, appunto, Fregene.

Non storcete il naso se per l”occasione evitiamo di nominare grandi ed indiscussi nomi a Roma. Eppoi scusate: è arrivata o non è arrivata l’occasione di andare a prendersi un po’ di sole alle porte di Roma? Dove andate? Ad Ostia? Pefetto: non mancheremo di aggiornarvi anche lì. Tuttavia, anche qui, a poche decine di chilometri di distanza e sempre lungo il emdesimo litorale romano, c’è Fregene con il ristorante di Ignazio Mastino. Oggi ci sono i tre fratelli: Gino, Camillo ed Alberto.

Ristoranti Roma centro, agli Abruzzi è sempre l’orata giusta

Ristoranti Roma centro, un viavai di studenti, prelati, seminaristi e professori in gerenere che chiede di mangiare dell’ottimo pesce? Allora siete al ristorante Abruzzi, in zona Centro-Piazza Venezia. Proprio non potete sbagliarvi: qui orate, rombi e gamberi la fanno da padroni. Mica male come assortimento.

In effetti siamo a due passi dall’Università Gregoriana ed è logico come la clientela sia anche, non solo, composta da rappresentanti di ateneo. Ogni giorno si celebra un perfetto connubio tra sapori del Lazio e quelli di una terra che,in fatto di aromi, no è seconda davvero a nessuno: l’Abruzzo. Una regione magnifica e ricca di prodotti invidiati in tutto il mondo. Altroché! Provare per credere! Il ristorante è stato fondato da Alfredo Pandolfi ed ora è gestito dal figlio Marco e dal genero Luca Giuliani. Un accenno al menu, che oltre al pesce, non può non tenere conto dell’amatriciana, della carbonara e degli gnocchi. Questi ultimi, sia chiaro, serviti in tavola al giovedì. Poi pasta e ceci più il baccalà (venerdì).

Ristoranti Roma, il Brillo Parlante che vi sussurra servendovi tonnareli al basilico

Ristoranti Roma, non perdetevi i tonnarelli basiliko targati Brillo Parlante. In Via della Fontanella 12 ne avrete di cosucce da mangiare, statene certi. Allegro e spigliato già dal nome, il ristorante di Roma con wine bar e figlio dell’hotel Valadier, vi accoglierà con degustazioni di formaggi e salumi pregiati.

Dite la verità: già basterebbe questo a saziarvi per almeno una qudincina di minuti. Invece no: poi subito sotto con i sapori mediterranei oppure con le pizze tutte rigorosamente cotte con forno a legna. Ci mancherebbe pure! Quindi, mezze maniche con melanzane, pomodoro fresco e scaglie di ricotta marzotica semistagionata. Poi, come annunciato in apertura, qui il mangiare a Roma non può tener conto degli imperdibili tonnarelli! Pesto di basilico, pinoli, mandorle e parmigiano. Ok, dai: magari in estate vi invitiamo a ripiagere su qualcosa di un po’ più light, di cui si dispone in abbondanza. Ma prendete nota, che ai primi freddi…zac! Sarete lì a rimpinzarvi. In alternativa, filetto di bue danese o talgiata di manzo conm pomodorini pachino e rucola all’aceto balsamico. Bene, molto bene anche i dessert. Pregevoli, invitanti, come la millefoglie con crema chantilly alle arance oppure il cheesecake con crema di Cassis. Ah, il Brillo Parlante non chiude mai, non va mai in ferie e tira fino all’una di notte.   Molto trendy e ricco di novità che variano di giorno in giorno. Nel centro storico di Roma, calamita ogni giorno un sacco di giovani ed è molto, molto quotato. Approfittatene e diteci come sono questi tonnarelli al basilico. Una botta tremenda? Raccontatecelo.  Chiaro, raccontateci pure se sono ottimi.

Ristoranti a Roma, al 925 sulla Nomentana c’è il guardiano del farro

Ristoranti a Roma, avete due possibilità: terraferma oppure mare aperto. Dipende da come vi sentite, certo. Bene: allora in ogni caso vi consigliamo di sedervi al tavolo del 925 Restaurant a Montesacro. Non chiude e non sono previsti perido di ferie. Fino alle 23,30 tutti i giorni potete scegliere tra un sacco di prelibatezze: a partire dall aparmigianina di melanzane oppure il millefoglie di polpo verace, fino ad arrivare al farro ai frutti di mare. Certo, nell’elenco dei primi, poi, possiamo trovare i paccheri di Gragnano con gorgonzola, noci o pere. Oppure con mazzancolle e melanzane. Vi preghiamo di prestare molta attenzione a questo genere di accostamenti poiché non sono così comuni proprio a Roma.

Si azzarda e non poco. Si gioca sulla commistione di numerosi sapori che, mescolati tra loro con sapienza e sobrietà, coinvolgono lo spettatore degustatore solo alla fine considerato cliente. Questo è, in sintesi, l’approccio verso gli avventori della storica via Nomentana. In inverno si consigliano specialità di patate, gratinate. Ma, essendo adesso la stagione calda, che tanto strizza l’occhio al mare, non possiamo non farvi prendere in considerazione quella che qui considerano l’autentica punta di diamante: ovvero la spigola al sale.Una chicca che indicano varie guida e noi, da par nostro, ci allineiamo fiduciosi.

Ristoranti Roma, a Piazza Cavour la fortuna corre su 23 Cavallini

Ristoranti Roma, se è vero che il 23, dalle nostre parti, pure se pronunciato alla romana significa comunque sempre fortuna, ai 23 Cavallini in Prati di sorte ce ne dev’essere molta. Il nome, intendiamoci, coincide ocn l’indirizzo e dietro la storica Piazza Cavour questi quadrupedi sono diventati ormai l’elemento portante. Non è un mistero che da un’idea possa nascere perfino l’attività principale.

Peraltro ci si è studiato sopra e non si è lasciato troppo al caso. I fratelli Geraldini ci hanno messo del loro ed ahanno tirato fuori una cosetta proprio carina. Certo, si sono avvalsi degli architetti Martino Fraschetti e Vincenzo Tattolo, però un pizzico di originalità nel loro contributo nessuno gliela toglie. Per la gioia di chi cerca sempre l’insegna “sennò come lo trovo!”.. non c’è alcuna indicazione che riporti lì. Tuttavia, per chi non vuole essere di continuo assillato mentre mangia (“come va? Tutto bene?”, prounciato ad intervalli di quattro minuti) viinformiamo che la direzione, in questo, prevede quasi anonimato. Ma senza abbandonarvi. Il menu? Il piatto trendy sono le costine di maiale brasate. Provatele e fateci sapere. Il brasato qui è di casa. Le stese fiammelle, flebili, disposte ad arte su ogni tavolo, lasciano intenderlo. Lo chef americano Michael Rosenfeld, poi, porta a Roma quel pizzico di essere internazionali che qui da noi, non è che a volte stoni, proponendo da subito i mini Sloppy Joe.

Serate a Roma, Tramonti e Muffati per pochi intimi

Serate a Roma, mettete una cena all’Appio Tuscolano da Tramonti e Muffati in via Santa Maria Ausiliatrice. Vi informiamo subito subito che dovete per forza prenotare per tempo, visto e considerato che qui di gente ne passa tanta e la fila, almeno quando si tratta di mangiare a Roma, per noi sarebbe da evitare.  Che già si viaggia come treni durante la settimana, figurarsi la sera quando impera la fame.

Dunque, il wine bar è di rango e siccome ci sono pochi tavoli, in modo da stare non certo affogati l’uno gomito a gomito con l’altro, non si accolgono gruppi sopra le cinque persone. Quindi siamo certi che vi state subito facendo l’idea. I fratelli Laura e Marco Berardi non hanno voluto cambiare molto, in quetsi anni. Formula che vince si lascia così: terrina di caci’ e ovo, un piatto tipico abruzzese. Poi testaroli della Lunigiana al pesto ligure – qui indicata come eterna specialità della casa – con a fianco i crostoni “come si condiscono a Colonnata”. Il paese famoso per il lardo. Infatti, questo, nella fattispecie, è abbinato a pomodorini, alici rosmarino, ma anche con ricotta di pecora tipica  della campagna romana. Le olive taggiasche completano il già esaustivo quadro. Se poi amate i peperoni, un tantino, ehm, soggettivi, allora vi consigliamo di chiederli ‘alla Salina’, con pangrattato, capperi ed aceto dal mosto cotto.

Roma e i ristoranti tipici: Al Pompiere

 Tra i ristoranti tipici di Roma c’è Al Pompiere, un locale gestito dalla Famiglia Monteferri che dal 1962 apre le sue porte primo piano del palazzo di Beatrice Cenci, in via Santa Maria dei Calderari, in pieno centro storico tra largo Argentina e ponte Garibaldi. L’ambiene del locale è caldo e accogliente e si articola in varie sale, tutte coperte da volte che mantengono intatti gli affreschi originali risalenti al sedicesimo secolo. Cosa si può mangiare qui? Seguiteci…

Ristoranti Roma, signori si.. apre.. E pure i negozi!!!

Ristoranti Roma, signori si apre..Ma anche i negozi non abbasseranno le serrande.. Perlomeno quelli del Centro storico.

Oggi, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia lo Chef Cosimo del Ristorante Canova propone un tradizionale “menu tricolore” per celebrare insieme la ricorrenza con ricette e piatti tipici della tradizione culinaria Italiana. Lo speciale menu tricolore sarà disponibile fino a Mercoledì 23 Marzo 2011. Come a dire: hai voglia a festeggiare!!!!

Nel menu, il baccalà mantecato con crema di mais bianca le mazzancolle al balsamico di lamponi e le cappe sante al pesto di broccoli e misticanza . Poi, l’immancabile riso mantecato del Conte Cavour al parmigiano. invecchiato con riduzione al Barolo gamberi rossi di Sicilia marinati con punte d’asparagi verdi. Quindi, per completare gli accenni, il trancio di branzino con mozzarella di bufala campana, concassè di pomodoro, olive taggiasche, maggiorana ed emulsione al basilico Bouquet di piccole verdure .

La spesa è di 90,00 euro per persona (iva 10% e bevande e vini della selezione Canova inclusi).. Per maggiori informazioni o per prenotazioni contattare il nostro Concierge: Tel: +39 041 5289840 –

Tuttavia, la maggior parte dei ristoranti a Roma resteranno comunque aperti.

Quindi capitolo negozi..

Anche qui tutto aperto..

L’assessore alle Attivita’ Produttive di Roma, Davide Bordoni, di concerto con il sindaco Gianni Alemanno ha infatti firmato l’ordinanza che permette agli esercizi di vendita al dettaglio e alle attivita’ artigianali ubicate nel Centro Storico di Roma di restare aperti. Le attività di somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti, situate nel Centro Storico, potranno invece procrastinare l’orario di chiusura fino alle 4 del mattino del 17 marzo. Lo riferisce una nota del Campidoglio.

Proprio oggi, 17 marzo, gli esercizi di vendita al dettaglio potranno poi rimanere aperti oltre che nel Centro Storico, anche nelle zone adiacenti le Basiliche di San Pietro, San Paolo, San Giovanni e nel territorio del XIII Municipio. Rimane fissato l’obbligo di chiusura festiva per gli esercizi di vendita, di ogni tipologia, ubicati sul resto del territorio comunale, ai sensi di quanto disposto dalla Legge Regionale 18 Novembre 1999.  A Roma, insomma, questa festa comporterà ben poche chiusure. Immaginiamo, peraltro, che anche l’argomento bed and breakfast Roma registri numerose affluenze. D’altronde, basta farsi un giro in città per rendersene conto. 

Cena romantica a Roma? C’è la terrazza del Mirabelle

 Una cena romantica a Roma. Magari su una bella terrazza panoramica sui monumenti? Il Mirabelle vanta una delle più belle ed eleganti “terrazze gourmet” di Roma, al settimo piano dell’albergo Grand Hotel Splendid Royal. Le grandi vetrate si aprono su una vista mozzafiato, che dagli edifici umbertini del Pinciano spazia fino al cuore di Roma: da Villa Medici a Trinità dei Monti fino a San Pietro e al Gianicolo. Qui il panorama è davvero smisurato. Così l’occhio è appagato quanto il palato. La cucina è affidata all’alta classe di Giuseppe Sestito, Executive Chef di grandi qualità professionali, maturate in ambito internazionale.

La ‘NDuja: specialità calabresi a Roma

 Sempre aperto e con tre sedi  disposizione: piazza Santa Maria Consolatrice 1/4 in zona Casalbertone),  Via Tenore 21/31 (in zona Prenestino/Centocelle) e Piazza Meucci 10/13 (in zona viale Marconi). Naturalmente a Roma. Stiamo parlando della catena di ristoranti La’NDuja, che, come si  intuisce dal nome, offrono molte specialità calabresi. I menù, inoltre, sono variegati e adeguati alle diverse stagioni, con sempre particolare attenzione, però, al tipico e famoso salume calabrese, La ‘nduja, che dà il nome alla catena.

Pizzerie e ristoranti di Roma aperti fino a tardi

 Qualche idea per una serata in compagnia in locali romani aperti fino a tardi. Ecco qualche idea. Cominciamo da un locale immerso nel verde di un bosco è possibile dove è possibile passare la serata a lume di candela, ascoltando musica e bevendo ottima birre come quelle della linea Tennent’s ed Erdinger alla spina e di altre marche in bottiglia. Potrete scegliere tra oltre 300 articoli di un ricco e vario menù: primi, secondi, panini, crepes,  insalatone, una variegata scelta di gustose bruschette, fritti e dolci. Nel bosco c’è anche il forno a legna per gustare ottime pizze, crostini, calzoni e bruscotte. Il locale si chiama infatti Il bosco degli Elfi ed è aperto dal martedì al sabato dalle 20.15 alle 2 di notte. E’ sulla via Tuscolana al numero 822. Ma la scelta tra i locali in una città grande come Roma non manca! Seguiteci!