Un evento teatrale tra le news di Roma imperdibile grazie ad Enrico Montesano che, presso il Teatro Brancaccio, presenterà lo spettacolo “C’è qualche cosa in te”. Un grandissimo Enrico Montesano come sempre, da anni sulla scena teatrale e cinematografica, torna, anche per questo 2013, con uno spettacolo unico ed imperdibile.
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La Bella e la Bestia: Natale al Teatro Brancaccio con il musical Disney
Come già accaduto per il successo planetario del classico Il gobbo di Notre Dame rivisitato da Riccardo Cocciante, ancora una fiaba e in questo caso nel memorabile formato Disney che ne ha fatto un successo da grande schermo arriva a Roma, presso il Teatro Brancaccio, il musical in versione italiana de La Bella e la Bestia che per tutto il periodo delle festività natalizie farà tappa nella Capitale per regalare a grandi e piccini un natale da favola.
La formula è quella rodatissima della fascinosa principessa Belle che si ritrova prigioniera nel castello della torva e scorbutica Bestia, in realtà un principe azzurro vittima con tutti i suoi servitori e il suo maniero di un incantesimo che solo il vero amore suggellato da un bacio potrà infrangere e naturalmente tutto ciò avverrà tra romantiche incursioni musicali, siparietti comici e splendidi costumi e scenografie che porteranno gli spettatori a provare la magia delle fiabe in un incantevole formato musical.
Roma Teatro 2010: Giobbe Covatta al Brancaccio fino al 25 aprile
L’attore comico e scrittore napoletano Giobbe Covatta da sempre impegnato in importanti iniziative a sostegno del Terzo mondo, porta in teatro un monologo incentrato sulla Dichiarazione universale dei diritti umani redatta dall’ONU il 10 dicembre 1948, prendendo come soggetto gli articoli di questo importante documento nato sulla scia delle atrocità perpetrate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Trenta il nome dello spettacolo in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino al 25 aprile, altrettanti gli articoli di cui si compone il documento, libertà ed uguglianza, diritti individuali e libertà costituzionali come la libertà di pensiero e religione, diritti politici ed economici su cui Covatta costruisce una lunga affabulazione che ne contraddistingue la tipica ironia e vis comica che ha fatto dell’attore un apprezzato e ficcante monologhista.