Pasticceria Roma, la torta formato borsa di Prada e casa

 

 

Pasticceria Roma, immaginate la serie Sex and The City: lusso e sensualità, qui al Cake and The City, si fondono alla stessa maniera come nel piccolo schermo. Provate a chiamare solo ‘torta’ la vasta gamma di creazioni firmate da Valentina Gigli. Provate a definire ‘dolce’ la torta a forma di borsa di Prada, oppure come un gioiello Swarovski, il risultato finale di una creazione durata ore ed ore. Il tutto ben studiato a tavolino. Non vi sembra già così abbastanza riduttivo?

La Gigli ha aperto da poco nel quartiere Prati. In quella Via Orazio che offre la spalla alla più famosa via Cola di Rienzo: qui il viavai è di tutti i giorni, mica solo circostanziato al sabato pomeriggio. Una vera e propria carrellata di opere d’arte: si va dai grandi dolci in puro american style, fino alle torte di nozze, oppure dai dessert stile muffin e lecca lecca, passando per caramelle e biscotti. A livello ancora di creazioni, in effetti, l’elemento che sorprende molto è la differenza che intercorre tra un prodotto e l’altro. Niente di omologato: provare per credere. Pecan cake, pumpkin pie, plumcake ai semi di papavero e limone. Poi le sculture dedicate al gusto: ecco che le a torte a Roma, quindi, si arricchiscono di nastri, fiocchi e gioielli. Pensate alla stregua dell’albero di Natale? Perché no.

Dolci a Roma, nell’antica biscotteria il must è l’inzuppata con anice e cioccolato

Dolci a Roma,  pensate che nell’antica biscotteria Cipriani all’Esquilino le ricette si conservano ancora all’interno delle scatole di latta. Assiepate in fila sugli scaffali, esse conservano il sapere che si tramanda da secoli di famiglia in famiglia. Rendendo unico, inconfondibile, il sapore che alla fine arriva al palato e vi sorprenderà.

Oh, pare l’incipit di una fiaba ma è davvero così. Accade in Via Carlo Botta, proprio a due passi da Santa Maria Maggiore: si sollevino i coperchi, si leggano i cartocci e via, dritti nel retro dove c’è lo storico laboratorio Cipriani. Che non c’è un minuto da perdere!  Gli aromi di anice e cioccolato si spandono un po’ ovunque. A seguire, dietro, subito quelli di miele e vino. Mica male per una tradizione che, nel pieno rispetto del tema pasticcerie a Roma, ci accompagna fin dal lontano 1906.